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L'angolo del presidente
di Claudio G. Strati

La ciliegina sulla torta è a cinque cerchi
Ciambella di salvataggio per l'atletica

L'argento olimpico conquistato a Nanchino da Beatrice è il suggello non solo di un'annata molto speciale, ma di un percorso che dura da diversi anni nello stadio di San Giuseppe di Cassola. E’ incredibile pensare che dalla sabbia di San Giuseppe si sia planati prima su quella di Baku e poi su quella di Nanchino, ma è proprio questa la realtà e non sogniamo.

La nostra azzurrina ha interpretato al meglio l'impegno insieme con i tecnici, la preparazione coscienziosa e la mancanza di paura in gara. Saranno i doni di mamma e papà, sarà quell'approccio istintivo giusto che salta fuori a questa età, sarà senz'altro il lavoro impostato con grande professionalità e precisione da coach Daniele, la ragazza ha lasciato nella sabbia uno stampo indelebile a 6,21 metri, e con grande autorità. E non dimentichiamo che in qualifica il suo 6,26 è stato pari alla misura con cui in finale è arrivato l'oro per l'ucraina.

Merito anche, crediamo, di una strada nel salto in lungo che la nostra società ha aperto da anni, sviluppando un know how, un insieme di conoscenze, che da tempo dà frutti copiosi e sempre di più. In effetti, nel conto del già cospicuo cursus honorum marconiano, il salto in lungo ha segnato numeri incredibili. A partire dal 2003, con Rocco, Laura, Gloria e Bea, abbiamo conquistato con il solo long jump, tra campionati italiani Fidal e studenteschi, qualcosa come una dozzina di titoli tricolori in tutte le gamme, dai giovanili agli assoluti, oltre ad altre medaglie da podio. In più abbiamo messo il naso in tre o quattro scudetti, tra assoluti e di categoria, e segnato diverse migliori prestazioni annuali. E poi, naturalmente, abbiamo avuto almeno quattro o cinque grosse soddisfazioni a livello europeo e internazionale, con podi o posizioni molto vicine, ciliegina sulla torta l'exploit "mondiale" delle Olimpiadi Giovanili di Nanchino.

Ci sembra il segnale che l'impegno paga. Ed è confortante notare come, intorno ai lunghisti, siano cresciute posizioni di vertice in numerose discipline, prove multiple comprese, perché il gruppo "gira" molto bene e insieme ai risultati top c'è una miriade di ragazze e ragazzi che lavorano sodo e portano a casa soddisfazioni innanzitutto per loro, oltre che per il club.

Quest’anno, oltre alla ciliegina cinese, abbiamo visto cose di una bellezza estrema. Tre finaliste in A Oro assoluta al quinto posto, tre finalisti (e 2 ori, signori) vincitori dello scudetto U18, e cinque finaliste per il bronzo a squadre U18.

I Cadetti numeri uno nelle prove multiple a squadre e seconda forza nel Veneto, impreziositi da 2 titoli italiani, un vice titolo tricolore, un 5. e un 6. posto. I Ragazzi confermati tra i primi 18 club veneti.

Rischiamo di fare la solita lista di risultati, che però sono l’espressione di un movimento in buona salute. I dati statistici 2014 poi ci dicono che una quarantina di atleti ha firmato ben 99 record sociali. Questa è la massima fotografia di un lavoro collettivo che va ben oltre le individualità.

La nostra è una bellissima avventura dalla quale dobbiamo tutti acquisire la consapevolezza che è da qui, da società di base in salute come la nostra, che si costruisce il futuro dell'atletica italiana in termini di efficacia e pulizia.

Purtroppo le vicende di questi mesi, con il clamore delle indagini per il solito sistema che sbaglia sul doping, non stanno facendo bene all'atletica. L’inchiesta di Bolzano, chiusasi col patteggiamento (sic) per Schwazer, presenta altre schegge letali che potranno fare ulteriori danni e che, ovviamente, andranno verificate (in uno stato di diritto e fino a prova contraria tutti sono innocenti). Ma i riscontri attuali stanno facendo molto male al nostro mondo, imbevuto in un'ondata avvilente.

Questo deve indurre noi dirigenti e tecnici, atleti, famiglie, a stringere i denti sui valori veri. Abbiamo adottato il motto di Deedee Trotter, "Hard work, Honesty, Honor", e a questo dobbiamo continuare ad attenerci in modo stringente, senza scorciatoie e senza compromessi, sapendo che l'onore e la lealtà valgono più di qualsiasi medaglia. Tra l’altro , lavorando così, noi le medaglie le abbiamo anche portate a casa. E tante.

Forse, per questo, possiamo rappresentare un umile modellino per un mondo che appare segnato da certe logiche e da certe figure che hanno fatto il loro tempo. Ma lì dentro, e lì intorno, ci sono anche gli anticorpi e le persone a posto, per risalire. Noi le appoggeremo sempre, rifuggendo dalle incrostazioni mortifere, perché crediamo che esistano le condizioni per scrollarsi di dosso ciò che non va. Marconi docet.

Cassola (Vicenza) 23 dicembre 2014



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